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Mi mancano i Beatles

19 maggio 2017 16 Culture


Ciao a tutti amici! Come state? Vi sono mancata in questa lunga settimana? Io spero proprio di sì, ma perdonatemi.. Sono piena di esami fino al collo e lo splendido tempo non mi aiuta proprio!

Quest oggi vorrei farvi scoprire uno Stato che ha in un modo o nell’altro, sempre fatto parte della mia vita: INGHILTERRA! Sì dai forza urliamolo tutti in coro: “ma dai gli inglesi sono scorbutici, lì piove sempre e mangiano alle 6.. Orribile!”. Bhe cari, questi sono degli stereotipi che si sono creati nei secoli. Molto spesso si basano su verità ma allora noi cosa dobbiamo dire? Siamo “Pizza, Mafia e Mandolino” direi che dovremmo essere noi a lamentarci!

Dunque da dove iniziare? La prima cosa che notiamo una volta entrati questo Paese (e che ahimè non avviene in Italia) è il rispetto delle regole e della CODA. Chiamata anche “The British Art of Queuing”, io personalmente l’adoro. Se qualcuno osa o anche solo pensa nella propria mente di poterla saltare, beh cari miei state attenti agli insulti. Anche se conosciamo tutti l’immensa cortesia degli inglesi! Questa è una delle prime cose che ho imparato. Mi è capitato personalmente d’essere stata mandata a quel paese con cortesia… e me ne sono accorta dopo! Credo che la parola “sorry” sia una delle più usate quotidianamente, voi ditela anche se non avete fatto nulla, non guasta mai.

Raga è incredibile come abbiano sempre un avido interesse per il tempo atmosferico!
Parlare del tempo atmosferico è uno dei primi modi di approcciarsi a qualcuno, questo l’ho capito e imparato.
Motivo per cui è bene essere ferrati sull’argomento.
Una cosa che ho imparato leggendo il libro dell’antropologa Kate Fox, è che non bisogna offendere il tempo atmosferico locale davanti a un inglese. Sarebbe come offendere il quarto figlio, cioè frasi del tipo “ah, nel mio paese fa molto più bello…” oppure “qui il tempo è terribile…” meglio tenersele per sè!
Sappiamo quanto il loro clima sia particolare, di conseguenza una cosa che fanno sempre è controllare le previsioni prima di qualsiasi viaggio! In una parola: ANSIA.

Parlando invece da un punto di vista culinario smettiamola di dire che mangiano male! ok forse cenare alle 6 non è un orario abbastanza comprensibile, ma vi ricordo che il loro pranzo molto spesso è un misero sandwich.. quindi dai anche noi avremmo fame!
Per prima cosa la famosissima “English Breakfast”, oramai la servono in tutto il mondo, diversa ovviamente dal nostro latte e biscotti ma assolutamente da provare! La domenica guai a chi non prepara il “Sunday Roast” ovvero l’arrosto della domenica. Consumato nei pub, ristoranti o in casa è a base di arrosto, patate, verdure e i tradizionali Yorkshire Pudding, serviti con una deliziosa salsina chiamata “gravy”. Sulla parola Pub ritorneremo più tardi!
A seguire abbiamo la corsa dei pancake il martedì grasso. Con una padella in mano, è tradizione correre facendo girare il pancake nella padella per tre volte.. cosa che io farei cadere tutto!
Come terzo elemento culinario più che importante signori e signore.. English Tea! OBBLIGATORIAMENTE CON BISCOTTI. “In caso di crisi, accendi il bollitore.” In inglese suona meglio: “putting the kettle on in a crisis”, questo per intendere come in caso di problemi, discussioni, preparare un the può essere un modo per far diminuire l’ansia e calmarsi.
In fine abbiamo l’accoppiata vincente: Mangiare “Fish and Chips” il venerdì! Ah si aspettate la birra e i pub.. Il concetto di pub in Inghilterra si è evoluto negli anni. Se in passato era il punto d’incontro del villaggio, il centro di socializzazione, adesso può essere anche un ristorante, sono chiamati spesso “gastro-pub”. E ripeto.. QUANTA BIRRA RIESCONO A BERE?

Terminato questo attacco di fame improvvisa voi deliziarvi con altre piccole curiosità soprattutto su una festa in particolare: “May Day”
Durante l’età medievale, il May Day era spesso celebrato da giovani donne e uomini danzando nel prato del villaggio attorno ad un albero decorato chiamato “Maypole”.

I rami di un albero sottile venivano tagliati, sulla sua cima venivano legati dei nastri colorati e le persone danzavano tenendo in mano l’estremità di questi nastri. Alcuni paesi portano avanti questa tradizione ancora oggi.
Prima che la danza iniziasse c’era anche una processione guidata da una donna che per quella giornata veniva nominata May Queen. A volte era anche accompagnata da un May King, che era vestito di verde per simboleggiare la primavera e la fertilità.
Esisteva una festa simile nell’antica Roma chiamata Floralia, che aveva luogo verso la fine di aprile ed era dedicata alla dea dei fiori Flora. Il primo giorno di maggio poi venivano fatte offerte alla dea Maia, da cui prende il nome il mese di maggio.
La Chiesa tollerava le celebrazioni del May Day nel Medioevo, ma la Riforma Protestante del XVII secolo vi mise presto fine. I Puritani erano indignati dall’immoralità che spesso accompagnava le danze e le bevute di questa festa e il Parlamento bandì tutti i maypoles nel 1644.

Ma quando Carlo II ritornò a governare qualche anno più tardi, le persone di tutto il paese eressero maypoles come celebrazione e segno di lealtà verso la corona. Il May Day ritornò popolare nel XIX secolo quando i Vittoriani se ne appropriarono come “piacere campagnolo”. Ma molti degli aspetti pagani di quella festa venivano ignorati e, invece di un rito per la fertilità, danzare attorno al maypole divenne un gioco per bambini.

Secondo alcuni tradizionalisti, un’altra cosa da fare durante il May Day è alzarsi prima dell’alba e uscire per lavarsi la faccia con la rugiada – secondo il folklore questo aiuta a mantenere un bell’aspetto ( mi servirebbe ).

Un’altra attività è quella di svegliarsi molto presto, andare a raccogliere dei fiori e fare delle ghirlande da dare agli amici per fargliele indossare. E se vi sentite particolarmente caritatevoli, il folklore consiglia di fare un “May basket” (cestino) di fiori da portare a qualcuno che ha bisogno di tirarsi su di morale. Tipo per me ora che devo affrontare la sessione estiva.

Bhe ragazzuoli, mi dispiace non aver citato i milioni di splendidi monumenti che popolano l’Inghilterra, le coste frastagliate, le immense distese di verde nell’entroterra o non aver svelato ancora il mistero del mostro di Lockness. Spero però di avervi messo voglia di scoprire personalmente questo magnifico paese! Vi mando un bacione e ci vediamo alla prossima!


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