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سلام عليكم

10 marzo 2017 16 Culture Radio16


Salem aleikum! Si beh vi avevo promesso qualcosa di orientaleggiante e allora perche non iniziare con un bel saluto? Questo è arabo standard, totalmente diverso da marocchino, tunisino, egiziano e insomma tutte le svariate sfaccettatura che la lingua araba puó avere. È un po’ come il nostro “Ciao!”. L’unica differenza é che la seconda parola “aleikum” vuol dire “la pace su di voi”. Questo mi porta ad introdurre il concetto di popolo pacifico. Non vi preouccupate, non è una lezione di scienze politiche e internazionali ma proprio perchè sto studiando questa cultura, sto scoprendo piano piano che gli arabi in generale (non parlo di religione attenzione, ma di persone)  sono veramente molto apprensivi, disponibili e pacifici. Si capisce già dal saluto che utilizzano e dal fatto che appena conoscono una persona è d’obbligo invitarla a cena o comunque a casa! Mi raccomando: accettare sempre l’invito!

Ovviamente riceverete un’accoglienza decisamente più calorosa se vi dimostrerete disposti a familiarizzare con i modi e le usanze locali. Perchè si sa, il mondo orientale è totalmente diverso dal nostro. Ma tornando al cibo (si amo mangiare, quindi qualche spunto su questo mi sembrava d’obbligo) se parliamo di tradizioni locali andate alla ricerca del famoso pane arabo (khobs), accompagnerà a meraviglia il pollo alla griglia (dajaj), gli spiedini di carne d’agnello speziata, noti col nome di kefta, e le minute polpette di ceci fritte (falafel). Ma oltre al cibo? Sicuramente avrete sentito nell’aria la parola “Ramadan”. Il Ramadan oltre ad essere una festa della religione islamica, è anche un mese del calendario arabo. In questa festa i Musulmani stanno senza bere e mangiare dall’alba fino al tramonto, per trenta giorni! Ammiro veramente la loro forza di volontà perché se fosse per me ogni due ore mangerei! Alla fine del Ramadan si celebra in modo davvero sentito la festa del “Feter” ; da quel giorno la vita quotidiana ritorna normale.

Ma alla parola festa e cibo non pensate subito al matrimonio? Io sí, e vorrei che si sposassero persone che conosco ogni mese! Ecco, nel mondo orientale e soprattutto in questa cultura ci sono parecchie differenze; sia per quanto riguarda il ruolo della donna e il matrimonio in generale. È tradizione, ma non obbligatorio, che i matrimoni nei paesi arabi durino parecchi giorni. Per esempio in Libano esiste il fatidico momento dello “Zaffeh” ovvero l’usanza di scortare la sposa dallo sposo. Inutile dire che è solo l’inizio di festeggiamenti gioiosi e pieni d’amore (si sono un’inguaribile romantica). Andando un po’ piú in là, in Iran è tradizione regalare agli sposi, prima del matrimonio un dolce avvolto nella seta o nel pizzo.

Per non perdere il filo conduttore iniziale, penso che in questo periodo la parola “pace” sia davvero difficile da trovare, e anzi da accostare ad una persona con il velo o con la pelle un po’ piu scura. Ma bisogna sempre guardare oltre, farsi domande e provare a capire. Cambiando totalmente tema, vi do degli indizi su quello che scopriremo la prossima volta con la canzone “never give up” di Sia, colonna sonora del film Lion.


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